La Venere in marmo giallo del Garda di Boi

Titolo: Venere

Materiale: marmo giallo del Garda

Autore: Daniele Battista Boi

Dimensioni: 28x41x28 cm

Anno: 2010

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Fra i più antichi reperti del Paleolitico superiore, sono state ritrovare numerose statuette rappresentative che hanno come tema la donna.
Nella scultura le parti del corpo non venivano realizzate con la stessa precisione. Essa viene raffigurata nuda, con la testa e la parte inferiore delle gambe appena accennate, mentre sono esageratamente evidenti il seno, i fianchi e il ventre.
Nel caso specifico di queste “Veneri” (come sono state definite da molti) l’accentuazione degli attributi femminili più appariscenti non può avere che un significato simbolico e magico.
Simbolicamente è l’esaltazione della donna madre, creatrice di vita, di un nuovo essere umano destinato a perpetuare la specie; è l’esaltazione stupefatta del grande mistero della nascita e della sua importanza per il mondo. In particolare, la venere è legata anche al tema della Dea madre, ossia la terra che permette ai campi di essere fertili e di favorire il sostentamento di tutti gli esseri viventi.
Magicamente la raffigurazione della donna in stato interessante deriva dalla credenza che ciò che è rappresentato in immagine sia destinato ad avverarsi, nel bene o nel male: è un auspicio positivo per la realizzazione del proprio desiderio.
Nella mia opera le forme raggiungono linee morbide, voluminose, in ambivalenza con il gioco del marmo lucido che segna il corpo arcuato da tagli vivi e rilassato con le sue forme tonde, quasi a rendere reale ciò che è simbolo di una verità costante.

UNIONE, opera permanente, presso il Centro direzionale Tre Torri di Brescia

UNIONE

 

Unione, 2012, marmo rosa perlino, 160x140x80 cm, Daniele Boi.

Opera pubblica permanente presso il Centro direzionale “Le tre torri” di Brescia.

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Quest’opera manifesta il gesto che va ben oltre l’idea romantica di coppia, ma ritorno ad un’intesa primordiale di un mondo vissuto, racchiuso in se stesso, privo di qualsiasi minaccia esterna.
Un mondo ideale espresso dalle due figure, uomo e donna, che si raccolgono in un manto quasi in maniera confidenziale, cercandosi l’una con l’altro, tenendosi aggrappati alla loro quasi – esistenza che diventa esistenza mediante il completamento con l’altro e quindi li conduce a combattere dal loro stesso guscio materico, nel quale sono contenuti e dal quale, contemporaneamente, desiderano emergere, a cercare una propria personale esistenza come parte del mondo, senza più la necessità di ripararsi.