Guerriero in marmo e ferro di Boi

30167839_1577779055670078_7401355521018919630_o

 

Titolo: Guerriero

Materiale: marmo bianco Carrara e ferro

Dimensione: 45x95x50cm

Autore: Daniele Boi

Anno: 2014

 

Mostra collettiva Forme nella natura, stagione 2018, Rotonda degli incanti, presso il Parco giardino SigurtàValeggio sul Mincio (VR), a cura di Pietro Ricci (docente di Tecniche del marmo e delle pietre dure, Accademia di belle arti SantaGiulia di Brescia).

 

 

 

 

 

Costruire la pace di Boi e Faglia al Duomo vecchio di Brescia

pier1674_U958XhprzT25353863_1193797894087627_1005220798781287297_n25497239_10213169290901337_1043112309_n

 

Costruire la pace
La scultura, come messaggio di pace.
Pensata, plasmata attraverso la materia, espressa attraverso la figura
umana.
Percorso di indagine sugli archetipi della storia dell’uomo che intende
esplorare l’anima pulsante che si nasconde dentro ognuno di noi, riportata
in superficie attraverso le mani che sono state a contatto con essa e che
l’hanno realizzata, diventando così simbolo di pace per tutta l’umanità.

“La pace esige una sua psicologia, un suo spirito morale, che, prima di
rivolgersi agli altri, si riflette sopra colui che vuole esercitare la pace.”
Papa Paolo VI

Giacobbe e l’angelo, la lotta con Dio,
Franco Faglia, gruppo scultoreo in terracotta, 210x70x50 cm.

Dal libro della Genesi 32, 25-32
“Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Vedendo
che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del
femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.
Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non
ti lascerò, se non mi avrai benedetto!».
Gli domandò: «Come ti chiami?».
Rispose: «Giacobbe».
Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio
e con gli uomini e hai vinto!».
Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome».
Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?».
E qui lo benedisse.  Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva».
Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca.”

Arcangelo Gabriele,
Daniele Boi, legno di abete, 45x200x150 cm.

L’arcangelo Gabriele, vuole avere il compito di essere portatore di un messaggio
importante nei confronti delle persone e di tutta l’umanità. Custode della creatività
espressa in tutti i campi del sapere: è colui che apre la mente dell’uomo alla
comprensione del genio e della bellezza, colui che fa nascere le idee, poiché a lui è
legato tutto quanto concerne il concepimento, sia sui piani fisici che su quelli
puramente astratti.

 

Dal 16/12/2017 al 15/01/2018
presso il DUOMO VECCHIO di Brescia.

ORARI DI APERTURA:
Dal Lunedì al Venerdì: 9:00 – 12:00 / 14:30 – 18:30
Sabato: 9:00 – 12:00 / 14:30 – 19:00
Domenica e Festivi: 9:00 – 10:30 / 14:30 – 19:00

Mostra d’arte collettiva dei vincitori del “Premio d’arte Comune di Sarezzo 2017”

invito collettiva arte sarezzo 21.10.2017

L’Assessorato Cultura del Comune di Sarezzo ha il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostra d’arte collettiva dei vincitori del “Premio d’arte Comune di Sarezzo 2017”, che si terrà sabato 21 ottobre 2017 alle ore 18,00 a Palazzo Avogadro. Esporranno: Daniele Boi, Cirillo Murer, Ugo Rassatti, Francesco Visentini.

Contenitore di mente

 

Titolo: Contenitore di mente
Autore: Daniele Boi
Dimensioni: 31,5x24x39 cm
Materiale: marmo bianco Carrara
Anno: 2014

Custode del proprio passato.
Ventre nel proprio presente.
Rifugio dal proprio futuro.
Contenitore di mente.
Acceleratore di sogni.


In esposizione presso:

ContemporaneaMENTI

23 settembre – 19 novembre 2017 L’arte under 35 all’Arsenale di Iseo, per una rassegna che indaga i diversi linguaggi dell’arte contemporanea.

GLI ARTISTI IN MOSTRA

Sara Ambrosini ● Andrea Barzaghi ● Matteo Beltrami ●Milena Berta ● Laura Bianco ● Chiara Biraghi ● Francesca Boffetti ● Daniele Boi Claudia Cadei ● Sonia Caravia ●Damiano Conti Borbone ● Marta Cristini ● Giulia Crotti ● Giulia Cuccia ● Maria Chiara Di Nuzzo ● Paola Ducoli ● Alessandro Fusari ● Pietro Gandini ● Manuel Ghidini ● Anna Ghilardi ● Gianpietro Ghislandi ● Anna Lorenzini ● Mara Lupatini ● Diego Mariani ● Isabella Mottini ● Giulia Nelli ● Guido Nosari ● Eleonora Panzeri ● Elisa Pezzotti ● Marzia Piazzani ● Sara Polonioli ● Leonardo Prencipe ● Daria Romanenko ● Andrea Santese ● Andrea Sbra Perego ● Claudia Sinigaglia ● Laura Stoppani ● Jing Tang ● Barbara Tanghetti ● Ambra Tonini ● Stefania Zorzi

Inaugurazione: sabato 23 settembre alle 18.30
Orari: martedì – venerdì 10-12; sabato e domenica 10-12; 16-19

Ingresso libero

Info e contatti

Fondazione l’Arsenale
Vicolo della Malinconia, 2 – Iseo (BS)
www.arsenaleiseo.it – info@arsenaleiseo.it
030 981011

 

 

La Venere in marmo giallo del Garda di Boi

Titolo: Venere

Materiale: marmo giallo del Garda

Autore: Daniele Battista Boi

Dimensioni: 28x41x28 cm

Anno: 2010

_______________________________________________________

Fra i più antichi reperti del Paleolitico superiore, sono state ritrovare numerose statuette rappresentative che hanno come tema la donna.
Nella scultura le parti del corpo non venivano realizzate con la stessa precisione. Essa viene raffigurata nuda, con la testa e la parte inferiore delle gambe appena accennate, mentre sono esageratamente evidenti il seno, i fianchi e il ventre.
Nel caso specifico di queste “Veneri” (come sono state definite da molti) l’accentuazione degli attributi femminili più appariscenti non può avere che un significato simbolico e magico.
Simbolicamente è l’esaltazione della donna madre, creatrice di vita, di un nuovo essere umano destinato a perpetuare la specie; è l’esaltazione stupefatta del grande mistero della nascita e della sua importanza per il mondo. In particolare, la venere è legata anche al tema della Dea madre, ossia la terra che permette ai campi di essere fertili e di favorire il sostentamento di tutti gli esseri viventi.
Magicamente la raffigurazione della donna in stato interessante deriva dalla credenza che ciò che è rappresentato in immagine sia destinato ad avverarsi, nel bene o nel male: è un auspicio positivo per la realizzazione del proprio desiderio.
Nella mia opera le forme raggiungono linee morbide, voluminose, in ambivalenza con il gioco del marmo lucido che segna il corpo arcuato da tagli vivi e rilassato con le sue forme tonde, quasi a rendere reale ciò che è simbolo di una verità costante.

UNIONE, opera permanente, presso il Centro direzionale Tre Torri di Brescia

UNIONE

 

Unione, 2012, marmo rosa perlino, 160x140x80 cm, Daniele Boi.

Opera pubblica permanente presso il Centro direzionale “Le tre torri” di Brescia.

________
Quest’opera manifesta il gesto che va ben oltre l’idea romantica di coppia, ma ritorno ad un’intesa primordiale di un mondo vissuto, racchiuso in se stesso, privo di qualsiasi minaccia esterna.
Un mondo ideale espresso dalle due figure, uomo e donna, che si raccolgono in un manto quasi in maniera confidenziale, cercandosi l’una con l’altro, tenendosi aggrappati alla loro quasi – esistenza che diventa esistenza mediante il completamento con l’altro e quindi li conduce a combattere dal loro stesso guscio materico, nel quale sono contenuti e dal quale, contemporaneamente, desiderano emergere, a cercare una propria personale esistenza come parte del mondo, senza più la necessità di ripararsi.

Visioni parallele_mostra di scultura in marmo

VISIONI PARALLELE
Mostra di scultura in marmo
dal 28 maggio al 30 giugno
all’ Alberodonte

Un altro passo verso l’Era Fertile e in questa occasione quattro artisti si incontrano e ci mostrano il loro percorso di ricerca personale. Uno sguardo contemporaneo legato alla materia, il marmo. Materiale duro da plasmare ma che l’uomo fin dai tempi antichi si è relazionato , creando una connessione tra attività tecnica, linguaggio e simbolizzazione.

Artisti in mostra:
Milena Berta
Daniele Battista Boi
Anna Ghilardi
Ester RV

Inaugurazione domenica 28 maggio ore 18:30!

Vi aspettiamo!!

____________________________________________

Milena Berta
è nata a Edolo nel 1988, dopo il diploma di Liceo Artistico a Lovere, ha proseguito gli studiall’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia seguendo il suo interesse verso la scultura.
Ha avuto modo di sperimentare vari materiali, dalla terracotta all’utilizzo del legno, il ferro e la carta, ma il principale coinvolgimento lo ha avuto nello scolpire il marmo e le pietre.
Tutto parte dall’osservazione del blocco, all’inizio input animaleschi, come la fascinazione del piumaggio, del pelame dell’animale, dai suoi corni alle squame, muovono la massa.
L’esigenza è versa nel togliere ed andare ancora più in profondità nell’anima della materia. I lavori divengono più avvolgenti, si muove la staticità del blocco e segue un flusso. La massa, dall’essere un morbido filo d’erba diviene un convulso muscolo, percepibile dalla vista ma anche dal tatto.
Attualmente lavora a Braone (Bs), dove prosegue la sua ricerca artistica che in questi anni l’hanno portata in varie parti d’Europa per partecipare a concorsi, simposi e stage.
www.milenaberta.com

Daniele Boi
Daniele Boi nato a Brescia il 19.08.1989, vive e lavora a Pontoglio (BS). Nel 2015 conclude i suoi studi in Scultura pubblica monumentale, presso l’Accademia di belle arti SantaGiulia di Brescia. Allievo di Agostino Ghilardi e Pietro Ricci.
Utilizza la pietra come elemento principale della sua ricerca artistica. Tradurre all’interno di materiali che hanno un regime strutturale diverso ogni volta, un linguaggio che cambia di forma, ma non per questo cade del proprio valore, ma trae forza includendo la materia come elemento che a sua volta respinge, accetta e condivide come un essere vivente. Entrando a vivere un intimo rapporto, dal quale ci vuole la massima onestà per non essere respinti. Per questo ha voluto scavare in se stesso, per conoscere le sue vere ragioni, facendo un tuffo nel passato e rivivendo con occhi più maturi le proprie origini. Partendo dal suo territorio odierno e andando per mare fino in Sardegna, terra primigenia dalla quale ha trovato un accoglienza viva e amorevole.Ed è da questo che vuole ripartire, lungo un viaggio di ritorno dal quale evochi in se stesso consapevolezza. Facendogli raccogliere una lettura pura, nei gesti e nella mente da quale trovare un linguaggio universale.
Ha collaborato a molti progetti nel territorio nazionale, lasciando opere permanenti, pubbliche e private a Brescia, Bergamo, Venezia e Palau.
danieleboi89@gmail.com

Anna Ghilardi
nasce a crema (cr) nel 1985. Frequenta il liceo artistico “BRUNO MUNARI” a Crema, dove si diploma nel 2004, nello stesso anno si iscrive all’Accademia di belle Arti di Carrara dove frequenta il corso di scultura in marmo tenuto dal professore Pier Giorgio Balocchi e nel 2011 si diploma in scultura. Anna forma le proprie basi scultoree ed artistiche e si appassiona alla scultura frequentando fin da giovane età l’atelier del padre Agostino Ghilardi. Durante gli anni trascorsi a Carrara elabora un proprio percorso artistico, scegliendo il marmo come materia da plasmare. Con le sue sculture Anna dà vita alla trasformazione, l’origine e la frammentazione della forma, che sia organica o umana si focalizza sullo splendore del grezzo in contrasto con parti lisce e levigate; nella pietra le sue mani trovano un mondo che si moltiplica, in una continua evoluzione di piccoli particolari. Durante la lavorazione la metamorfosi della forma si fa sempre più completa e ampia, la pietra preziosa mostra la sua trasparenza nello spessore più flebile, grazie alla quale la luce la attraversa, quella luce fondamentale a creare ombre, che risaltano e delineano quei dettagli che la rende unica. Negli anni Partecipa a diversi simposi e stage di scultura ed espone in numerose mostre tra cui: palazzo della regione Lombardia a Milano, isola del Garda, museo del botticino a Rezzato, studio artistico ponte di ferro a Carrara. Dal 2015 affianca lo scultore Agostino Ghilardi nei corsi di scultura per i detenuti all’interno del carcere “VERZIANO” di Brescia.
anna_ghilardi@libero.it
http://annaghilardi.blogspot.it/

Ester R Vescovi
nata nel 1992, frequenta il Lieco Artistico statale Giacomo e Pio Manzu e in seguito lAaccademia di belle arte Santagiulia di Brescia, vive e lavora tra Bergamo e Brescia.
“Nei miei lavori ogni strato, ogni foro, ogni segno e ogni taglio possiedono un significato profondo. Sono un’espressione di me che si scatena nel cercare di dare forma ad un presentimento d’amore. Questo è il nutrimento di cui necessito per sentirmi davvero me stessa, perché abbiamo bisogno di una rinascita interiore, di riscoprire l’essenza di cui siamo fatti, ma soprattutto di ridare forza e spazio a quel mondo emozionale spesso messo in secondo piano. Il mio percorso artistico coincide con la ricerca di un’emozione pura, che non richieda di essere analizzata ed esplicitata razionalmente, ma solo colta nel suo momento espressivo. “